Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source Lezione Visual studies 2 @ La Scuola Open Source

didattica / x — Lezione

Visual studies 2

Tommaso Guariento — Ricercatore @ Università Sorbona di Parigi

Visual studies 2 Visual studies 2 Visual studies 2 Visual studies 2

Tipologia di attività: Lezione

Livello di difficoltà: intermedio

Deadline iscrizioni:

Giorni: 17
Ore: 0
Minuti: 5
Secondi: 53

Argomenti:


  • iconografia
  • visual studies
  • memetica
  • antropologia
  • immaginazione

Come si articolano le attività?
Full immersion di 4 giorni consecutivi

Date del corso:

12-02-201810.00 / 18.00

13-02-201810.00 / 18.00

14-02-201810.00 / 18.00

15-02-201810.00 / 18.00

Tutti gli incontri durano 6 ore
per un totale di 24 ore

L’attività ha un costo di: 225 €

Output: servizi, competenze

Questa attività è consigliata a
studenti, ricercatori, professionisti

Numero minimo di partecipanti: 12

Numero massimo di partecipanti: 30

↳ I corsi saranno attivati al raggiungimento del numero minimo di iscritti.


Cliccando su ISCRIVITI accedi al form da compilare per portare a termine la tua richiesta di iscrizione:

se, entro la deadline, sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti:
riceverai una mail con gli estremi per il pagamento (PayPal o Bonifico bancario), una volta eseguito, ti verrà inviata la conferma di ricezione e le info sull’inizio del corso.

se, entro la deadline, non sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti:
riceverai una mail nella quale ti sarà chiesto se desideri mantenere attiva la richiesta d’iscrizione fino al raggiungimento del numero minimo di iscritti, oppure annullare la tua richiesta d’iscrizione.

Questo processo è stato messo a punto per garantire a tutti la massima trasparenza e la sostenibilità economica dei corsi.

Tenuto da:

  • Tommaso Guariento

    Ricercatore / Università Sorbona di Parigi

    (Padova 1985) ha studiato filosofia contemporanea presso l’Università degli Studi di Padova e a Paris 1 - Pantheon Sorbonne. È dottore di ricerca in Studi Culturali Europei presso l’Università di Palermo. Ha svolto attività di ricerca nel campo dell’antropologia francese contemporanea presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales sotto la guida del professor Carlo Severi. Ha scritto vari articoli e collaborato a collettanee nel campo dei visual studies, della filosofia e dell’antropologia contemporanea. Scrive per varie riviste on-line fra cui Not, Prismo, Effimera, L’indiscreto, Il Lavoro Culturale. I suoi principali interessi sono la filosofia e l’antropologia francese contemporanea, i visual studies, la semiotica e l’analisi dell’immaginario del presente. In particolare, le sue ricerche più recenti riguardano i rapporti che gli studi etnografici intrattengono con la filosofia contemporanea (il dibattito intorno all’ontological turn ed allo speculative realism), lo studio delle mitologie del presente attraverso gli strumenti dell’antropologia cognitiva e culturale, e la filosofia politica post-operaista ed accelerazionista. Fra le sue ultime pubblicazioni, menzioniamo: Macchina gnostica, macchina orfica: decostruzione e montaggio delle ideologie (Tricontre, 2015) e Le rovine del tempo. Catastrofi, previsione, Singolarità e Realismo Speculativo: dalla crisi dell’immaginario all’immaginario della crisi (Lo Sguardo, 2016).

Di cosa si tratta?


Comprendere i concetti chiave dei visual studies permette di orientarsi in modo consapevole nell’iconosfera contemporanea, di distinguere i vari modi di produzione delle immagini e di riflettere sui processi di elaborazione degli immaginari collettivi.


A cosa si lavora?


Si tratterà di sviluppare un’introduzione ai contenuti generali dei Visual Studies attraverso una scansione in quattro fasi:

  1. Riconoscimento (metodo iconografico ed intersezionalità)
  2. Migrazione (teorie del simbolo e paradigma indiziario)
  3. Iconoclash/guerra delle immagini
  4. Memetica/digital humanities

Nella prima parte delle lezioni si tratterà la questione del metodo iconografico, ovvero: come si scompone un’immagine in unità discrete (persone, artefatti,piante, animali, gesti, simboli)? Si farà riferimento alla semiotica visiva (Piero. Polidoro, Che cos’è la semiotica visiva, Roma, Carocci, 2008) e verrà presentata un’introduzione metodologica all’iconografia (Roelof van Straten, Introduzione all’iconografia, Milano, Jaca book, 2009). Non si può parlare di riconoscimento senza fare riferimento alle condizioni di razza, classe e genere che condizionano la visione, per questo il metodo iconografico verrà discusso secondo una prospettiva intersezionale (John Berger, Modi di vedere, Torino, Bollati Boringhieri, 2004). Nonostante l’iconografia si sia sviluppata all’interno della storia dell’arte del novecento, è possibile estendere il suo campo di applicazione a tutte le forme della produzione d’immagini.

Nella seconda parte si potrà iniziare a parlare della migrazione delle immagini. Si tratterà di rispondere alla domanda: In che modo i simboli (le ‘Pathosformel’ di Warburg) si spostano da una cultura all’altra e da un’epoca all’altra? Avendo acquisito nella prima parte i rudimenti per scomporre un testo visivo in unità di significato interconnesse, in questo modulo si cercherà di mostrare come queste unità non siano statiche, ma dinamiche, perché si spostano costantemente nel tempo e nello spazio. Il modo migliore per spiegare come funziona il riconoscimento della migrazione delle immagini è attraverso l’analogia con il metodo abduttivo del detective (il Carlo Ginzburg, Miti, emblemi e spie. Morfologia e storia, Einaudi, 2000; W.J.T Mitchell, Method, Madness, Montage). In questa parte verrà approfondita la natura dei simboli, la loro interpretazione e le loro migrazioni (Gombrich, Ernst, Immagini simboliche, Torino, Einaudi, 1979; Dan Sperber, Rethinking symbolism, Cambridge, Cambridge University Press, 1975). Verranno discussi gli aspetti razionali ed irrazionali che caratterizzano l’universo simbolico, mostrando come il paradigma indiziario del detective sia accostabile allo studio iconologico. In particolare si farà riferimento alla visualizzazione cinematografica e narrativa del procedimento investigativo (la serie True Detective, il romanzo giallo).

Nella terza parte si analizzerà l’aspetto conflittuale del campo iconico. Non solo le immagini sono scomponibili in unità che possono trasformarsi e variare nel corso del tempo, ma si contrappongono costantemente all’interno di una guerra strategica per la conquista di uno spazio di visibilità. Verrà presentato il campo di studi dell’antropologia visiva (Carlo Severi, Il percorso e la voce, Torino, Einaudi, 2004; Serge Gruzinski, La guerra delle immagini, Milano, Sugarco, 1990) e la tematica dell’Iconoclash di Bruno Latour (Bruno Latour, Peter Weibel (a cura di), Iconoclash, Karlsruhe-London, ZKM, 2002). Questo passaggio permetterà di comprendere che non esistono immagini archetipiche che permangono inalterate nella sfera della cultura, al contrario ci sono simboli che si polarizzano, si ibridano, si scompongono e si ricompongono per effetto di dinamiche sociali, economiche e politiche. L’analisi antropologica del conflitto delle immagini e dei regimi di rappresentazione permette inoltre di valutare gli esiti politici e mediatici dell’utilizzo di immagini nella comunicazione digitale (Alessandro Lolli, La guerra dei meme, Effequ, 2017).

Nell’ultima parte le competenze apprese precedentemente verranno applicate all’analisi dell’uso delle immagini nella sfera dei new media. Si traccerà una genealogia della memetica (lo studio della diffusione dei simboli virali), evidenziando i suoi rapporti con l’antropologia cognitiva (Limor Shifman, Memes in digital culture, 2014; Dan Sperber, Il contagio delle idee, Milano, Feltrinelli, 1999). Verranno trattati i recenti sviluppi dell’iconografia nel campo delle digital humanities (Lev Manovich, Automating Aesthetics) e delle neuroscienze (Vilayanur S. Ramachandran, Che cosa sappiamo della mente, Milano, Mondadori, 2006). Un approccio naturalistico, filogenetico ed algoritmico al problema della diffusione delle immagini altera completamente le possibilità e gli esiti della ricerca iconografica e della metodologia dei visual studies e fornisce nuovi strumenti per la comprensione di fenomeni che fino a pochi anni fa erano completamente oscuri. Si discuteranno, infine, le pratiche artistiche contemporanee legate alla post-internet art (Harun Farocki, Hito steyerl, Metahaven, Lawrence Lek), riflettendo sulla produzione ed accumulazione del capitale iconico (Lev Manovich, Instagram and Contemporary Image).

Come si svolge?


I visual studies sono una disciplina che nasce negli anni ‘80/’90 in ambito anglosassone come sottoinsieme dei cultural studies. Si tratta di una materia che contesta l’approccio estetico e formalistico della storia dell’arte per concentrarsi sui contenuti iconografici e iconologici delle opere. Oggi è disponibile in italiano una delle migliori introduzioni al tema (Andrea Pinotti, Antonio Somaini, Cultura visuale : immagini, sguardi, media, dispositivi, Torino, Einaudi, 2016). I visual studies, inoltre, costituiscono un metodo per analizzare il campo dell’immaginario in tutte le sue forme (non solo quelle propriamente ‘artistiche’, ma anche cinematografiche, pubblicitarie, scientifiche, etnografiche, digitali). È un metodo di analisi che permette lo studio della funzione e della migrazione delle immagini che ben si adatta ad un progetto interdisciplinare orientato al design, com’è la scuola open source.



APPROFONDISCI

↓ Nuovi corsi

☞ Lista

✎ Cerca un contenuto

Sistemi d'accesso digitali H24

Tenuto da: Alessandro Balena / Nicolò Loprieno / Alessandro Tartaglia / Piero Boccadoro

Laboratorio di livello intermedio

product design

service design

IoT

domotica

comunicazione

Deadline iscrizioni: chiusa

Inizio: 19 January 2018

Arduino Basic / Piccole Invenzioni

Tenuto da: Aurelio Carella

Laboratorio di livello facile

arduino

making

diy

elettronica

open source

artigianato digitale

Deadline iscrizioni: 20 January 2018

Inizio: 27 January 2018

Basic Design

Tenuto da: Giovanni Anceschi

Laboratorio di livello facile

Basic design

pedagogia

learning by doing

bauhaus

gestalt

Deadline iscrizioni: 21 January 2018

Inizio: 29 January 2018

Libri (da de-finire)

Tenuto da: Silvana Amato

Laboratorio di livello intermedio

cercare

libro

narrazione

forma

scelte

costruire

Deadline iscrizioni: 21 January 2018

Inizio: 31 January 2018

Visual studies 2

Tenuto da: Tommaso Guariento

Lezione di livello intermedio

iconografia

visual studies

memetica

antropologia

immaginazione

Deadline iscrizioni: 03 February 2018

Inizio: 12 February 2018

Interactive Data Visualization 2

Tenuto da: Puria Nafisi

Laboratorio di livello avanzato

data

visualization

coding

d3.js

Deadline iscrizioni: 10 February 2018

Inizio: 22 February 2018

◱ Tutti i corsi

↓ Parole chiave

product design

service design

IoT

domotica

comunicazione

moda

making

modulare

prototipazione

fashion

laser

cutting

Basic design

pedagogia

learning by doing

bauhaus

gestalt

data

visualization

coding

d3.js

iconografia

visual studies

memetica

antropologia

immaginazione

cercare

libro

narrazione

forma

scelte

costruire

Design

identità

memoria

comunicazione istituzionale

branding

Illustrazione

design

futuro

invenzioni

macchine impossibili

scenari

arduino

diy

elettronica

open source

artigianato digitale

Imprenditoria

start-up

innovazione

b corp

impact reporting

Caratteri

tipografia

hacking

semiotica

DIY

robot

servizi

processi

innovazione sociale

canvas

grafica

strategia

interaction design

do it yourself

serigrafia

silografia

stampa

incisione

ufficio stampa

social media

project management

basic design

lettering

caratteri tipografici

font

typefaces

playing

js

javascript

d3

dataviz

data visualization

bandi

redazione testi

business modeling